CONNAISSIEZ VOUS GEORGES LAPASSADE? di Rocco Garrapa

COX18 LIBRERIA CALUSCA ARCHIVIO PRIMO MORONI

 

Al COX_18 si parlava di Lapassade, di transe e di ritualità giovanili.
E la musica dei Malapizzica non poteva certo mancare.
Tra i molti amici /relatori / estimatori del grande Lapassade c’era anche Renato Curcio e la sua casa editrice Sensibili alle foglie.
Provenivano dai posti più disparati: Rimini, Parigi, Bologna , Lecce, Trento e tutti, proprio tutti raccontavano come il grande vecchio si era reso indimenticabile per il suo metodo antropologico : era stato a lungo ospite delle loro case, condividendo passioni , abitudini e cibo e senza discriminazione alcuna per il sesso e l’età.
A sentirli provavo una certa invidia anche perché Lapassade aveva conosciuto il Salento ed i salentini e la loro cultura millenaria, era stato in tante loro case.
Ma a casa mia no!
Ai tempi coi miei sette fratelli ed i miei genitori, anche stringendoci un po’, avremmo certo avuto il piacere di ospitarlo!
Perché questo non è accaduto?!
Perché io, benchè adolescente ero già emigrante.
Vivevo nelle “baracche” a Zurigo con altri reietti provenienti dalla Spagna , Grecia , Portogallo e tutti i fratelli del sud.
Si condivideva un altro tipo di ospitalità : un freddo gelido mai conosciuto , lo spazio vitale limitato ai soli letti a castello e la cucina per uomini soli con i suoi profumi esagerati ed i “termosifoni a vino”.
Ai miei occhi di allora erano lontane le immagini tragiche e teatrali del rito delle tarante , la scena davanti a me era una terra coperta di ghiaccio e neve e di uomini che si muovevano come ombre nella notte nell’inferno svizzero.
Per questo nell’intervento che feci volli ricordare un brano del grande poeta contadino salentino Peppinu De Dominicis con l’invito alla ribellione di Pietru Lau ai dannati della terra e non certo per ricevere un applauso.

Lu Roccu vosciu

 

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